Pulsa «Intro» para saltar al contenido

Il Ma-Bo incorona il doppio e prepara un finale da favola

C’è un momento, in ogni torneo, in cui il rumore delle racchette lascia spazio all’attesa. Al Nord Tennis Master Club quel momento è arrivato con il primo trofeo già consegnato e un ultimo, affascinante capitolo ancora da scrivere.

Ad aprire la giornata è stato il doppio, che ha premiato Gaia Maduzzi e Vittoria Paganetti. Le due azzurre, terze teste di serie, hanno confermato un’intesa costruita nel tempo, imponendosi in finale su Bertoldo e Parentini per 6-2 7-5. Un successo netto solo in apparenza: dopo un primo set dominato, il secondo ha richiesto pazienza, lucidità e quella complicità che distingue le coppie nate per giocare insieme da quelle semplicemente formate per un torneo.

«Ogni titolo ha un sapore speciale», ha raccontato Gaia Maduzzi al termine dell’incontro. E il doppio, oltre alle soddisfazioni, continua a essere una palestra preziosa per affinare servizio, risposta e gioco di volo, dettagli che spesso fanno la differenza anche nel singolare.

Ma il cuore della giornata batteva qualche ora prima, quando il pubblico aveva riempito le tribune per assistere alle semifinali del tabellone principale.

La storia più bella continua a portare il nome di Antonia Stoyanov. Soltanto sedici anni, partita dalle qualificazioni, l’olandese è diventata la beniamina dei ragazzi del circolo, che l’hanno accompagnata con entusiasmo lungo tutta la settimana. In campo gioca con una naturalezza che sorprende persino gli osservatori più esperti: mancina, elegante, capace di alternare accelerazioni, variazioni e discese a rete con la serenità di una veterana.

Nemmeno la numero uno del tabellone, la brasiliana Gabriela Vianna Cè, è riuscita a interrompere la corsa della giovane promessa. Dopo un brillante 6-2 iniziale, Stoyanov ha assorbito la reazione dell’avversaria nel secondo set, ha ripreso immediatamente il controllo del match e ha chiuso 6-3 tra gli applausi di un pubblico ormai conquistato dal suo tennis creativo e coraggioso.

Dall’altra parte del tabellone, Beatrice Ricci ha dimostrato un’altra qualità indispensabile per chi vuole crescere: la capacità di rialzarsi. Perso nettamente il primo set contro la svizzera Tsygourova, la toscana non ha mai smesso di crederci. Ha cambiato ritmo, ha aumentato l’intensità e, con due set identici vinti 6-3, ha raggiunto la prima finale ITF W35 della sua carriera.

«Mi sono liberata poco alla volta – ha spiegato Ricci –. Ho deciso di cercare energie che non pensavo nemmeno di avere e di giocare ogni punto senza guardare il punteggio.»

Così il destino del 16° Trofeo Ma-Bo propone una finale che pochi avrebbero immaginato all’inizio della settimana. Nessuna delle due protagoniste era tra le favorite, entrambe sono partite dalle qualificazioni e, incontro dopo incontro, hanno trasformato il torneo nella propria occasione.

Domenica mattina, alle ore 10, il campo centrale del Nord Tennis Master Club assegnerà molto più di un titolo. Da una parte ci sarà la freschezza sfrontata di Antonia Stoyanov, dall’altra la determinazione di Beatrice Ricci. Comunque vada, il Ma-Bo avrà ancora una volta fatto ciò che lo distingue da tanti altri tornei: scoprire il talento prima che diventi una certezza.

📷 © Veterano della Messa a Fuoco | 2026 – All Rights Reserved


© 2026 SportJournal.pictures / SalaStampa.eu, world press service – Guzzo Photos & Graphic Publications – Registro Editori e Stampatori n. 1441 Torino, Italia

Tema Mission News de Compete Themes.

* 17 *