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Sinner–Medvedev, finale che promette scintille

Forse doveva essere proprio il russo, Daniil Medvedev. Un tennista complicato, difficile da decifrare fino in fondo: capace di momenti di genio e di improvvisi smarrimenti. Per anni è stato una minaccia per i giganti del circuito; negli ultimi tempi sembrava invece aver perso la rotta.

E invece no. Proprio quando molti pensavano che la sua parabola fosse ormai discendente, il russo riemerge con una vittoria pesante che lo porta in finale al Masters 1000 di Indian Wells. A farne le spese è Carlos Alcaraz, battuto 6-3, 7-6(3) in un’ora e trentasette minuti.

Lo spagnolo arrivava lanciato. Due titoli recenti, all’Australian Open e a Doha, e una serie di sedici vittorie consecutive che sembrava destinata a proseguire ancora.

Non è stata la sua giornata migliore, certo. Ma sarebbe ingeneroso ridurre tutto a una flessione dello spagnolo. La verità è che Medvedev ha giocato una partita di straordinaria precisione.

Servizio solido, rovescio tagliente, ritmo controllato: il russo ha imposto il suo tennis con una freddezza che ricordava le sue stagioni migliori.

Negli ultimi giorni aveva già lasciato intravedere segnali chiari. Tennis ordinato, razionale, senza eccessi né distrazioni. Una versione quasi essenziale del suo gioco.

Alla vigilia aveva anche lasciato intendere qualcosa. Palline diverse, campo più veloce: condizioni che potevano aiutarlo. “Penso di avere una grande opportunità”, aveva detto.

In campo ha dimostrato che non era solo una frase. Medvedev ha aperto angoli, ha spinto Alcaraz lontano dalla sua zona di comfort e ha imposto un ritmo che lo spagnolo non è mai riuscito davvero a controllare.

Il secondo set ha offerto allo spagnolo l’occasione per riaprire la partita. Un break e due set point. Ma il dritto, insolitamente incerto, lo ha tradito nei momenti decisivi.

Il tie-break ha chiuso la storia. Alcaraz ha provato a reagire, ma la partita era ormai nelle mani del russo.

Così la finale californiana avrà un altro protagonista. Medvedev affronterà Jannik Sinner, che in precedenza aveva superato Alexander Zverev con autorità.

Negli ultimi due anni il tennis si è abituato a pensare a due soli poli dominanti. Ma ogni tanto, tra quei due pianeti, appare una cometa. Questa volta porta il nome di Daniil Medvedev.

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