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Para Ice Hockey, a Egna triplice test per l’Italia in vista degli europei

La Nazionale azzurra affronterà questo week-end la Germania sul ghiaccio della Würth Arena per tre incontri in preparazione alla rassegna continentale

Descrizione
Un momento dell’incontro Italia-Giappone (3-0) del 20 gennaio 2020 al PapaTazzoli di Torino, durante il trilaterale a cui ha partecipato anche il Canada. L’Italia si è piazzata prima.

Prosegue l’operazione Europei 2020 per l’Italia di para ice hockey. Dopo la vittoria del mese scorso nel torneo di Torino intitolato alla memoria dell’indimenticato Andrea “Ciaz” Chiarotti, gli azzurri sono attesi da un triplice test per affinare la forma in vista della rassegna continentale che si terrà a Oestersund (Svezia) dal 19 al 25 aprile. Nel weekend, alla Würth Arena (ingresso gratuito per tutti) di Egna, la nostra Nazionale affronterà la Germania in tre partite: la prima è prevista per venerdì 21 febbraio alle 18, poi di nuovo sabato 22 alle 18 e, infine, domenica 23 alle 9.30 del mattino.

Sul ghiaccio, rispetto al triangolare del PalaTazzoli, tornerà Florian Planker, uno dei pionieri del movimento nel nostro Paese. “Quest’anno sono saltati degli incontri in autunno, così in questi primi mesi del 2020 stiamo cercando di fare più test possibili anche se non è facile trovare squadre disponibili visti gli impegni dei rispettivi campionati – spiega il portabandiera alla Paralimpiade di PyeongChang 2018 -. Non ero a Torino per impegni lavorativi (è impiegato in banca; ndr) e familiari, ma ho seguito la squadra e parlato con i ragazzi. Hanno giocato bene contro Giappone e Norvegia, accumulando tanta esperienza preziosa. Il nostro progetto non è nel breve termine, ma ad ampio raggio: puntiamo ad arrivare come Nazionale ai Giochi di casa di Milano Cortina 2026 per giocarci le medaglie, non per fare un gol come la prima volta a Torino 2006. Io non ci sarò in campo, così come molto probabilmente nemmeno a Pechino 2022. Continuerò però a dare il mio contributo in fase di qualificazione per la prossima Paralimpiade, ma poi voglio lasciare spazio ai giovani dopo 24 inverni di carriera: a 43 anni non mi sento vecchio ma gli acciacchi fisici si fanno sentire. Faremo crescere le nostre nuove leve sia sotto l’aspetto fisico sia sul lato tecnico e proseguiremo il reclutamento”.

Fonte: Ufficio Stampa Fisg – Credito foto: Ruben Guzzo/SalaStampa.Eu

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